Conclusa la prima prova del Campionato del Mondo di Attacchi Singoli: 85 equipaggi in rettangolo e valori molto ravvicinati al vertice. Cristiano Cividini è il migliore degli azzurri, davanti ad Antonio Rigamonti ed Enrico Tortella. Ora arriva la maratona, tradizionalmente terreno favorevole agli italiani.
Ottantacinque equipaggi, un livello tecnico molto alto al vertice ma anche differenze considerevoli lungo tutta la classifica: il dressage ha consegnato il suo primo verdetto al Campionato del Mondo di Attacchi Singoli di Monaco-Riem.
Una forbice ampia nelle prestazioni non sorprende in un Mondiale che raccoglie nazioni nelle quali la disciplina degli Attacchi ha livelli di sviluppo ed esperienza molto differenti. Nelle posizioni di testa, invece, le distanze diventano minime.
A guidare la classifica dopo il dressage è Stefan Ulrich, con 36,12 penalità, davanti a Cindy Benschop, seconda con 38,85, e Laure Philippot, terza con 42,12. E proprio al limite del podio provvisorio si comprende quanto sia serrato il confronto: appena sei centesimi separano la terza dalla quarta posizione.
Cosa cercano i giudici nel dressage degli Attacchi
Anche nel dressage degli Attacchi il riferimento fondamentale rimane la scala del training.
Ritmo, decontrazione e contatto costituiscono le fondamenta sulle quali devono svilupparsi impulso, rettitudine e riunione. A queste si aggiungono la qualità delle andature, la precisione nell’esecuzione delle figure, l’equilibrio e la capacità del cavallo di portarsi correttamente durante l’intero test.
Un aspetto è particolarmente importante a livello mondiale: un movimento spettacolare, da solo, non basta a produrre un grande punteggio.
Ciò che appare nel rettangolo deve essere espressione di un addestramento corretto, solido e consolidato. La spettacolarità può certamente esserci — e nei migliori cavalli inevitabilmente c’è — ma deve essere il risultato della qualità del training, non qualcosa costruito soltanto per fare effetto.
A Monaco-Riem i test vengono valutati da cinque giudici, disposti in punti differenti del rettangolo di 20 x 80 metri. Una scelta tutt’altro che ridondante: la stessa figura può apparire molto diversa a seconda della posizione dalla quale viene osservata.
Un trotto allungato visto posteriormente, per esempio, offre elementi differenti rispetto allo stesso movimento osservato lateralmente. Alle diverse prospettive si aggiunge inevitabilmente la sensibilità individuale dei giudici, pur all’interno di criteri di valutazione condivisi.
Per questo una certa differenza fra i cinque punteggi non costituisce necessariamente un’anomalia: è proprio la combinazione delle diverse prospettive a costruire la valutazione complessiva della prova.
Cividini migliore degli italiani dopo il dressage
Tre gli azzurri che hanno completato il dressage mondiale.
Il migliore è stato Cristiano Cividini con Ircolando B, entrato in rettangolo nell’ultimo blocco riservato ai componenti delle squadre. Il binomio ha chiuso con 53,91 penalità e il 25° posto, al termine di una prova complessivamente solida nella quale l’esperienza internazionale del driver italiano ha certamente avuto il suo peso.
Antonio Rigamonti con Mito ha invece ottenuto 57,24 penalità, che valgono il 33° posto.
La prima parte del test ha confermato le buone aspettative maturate durante la preparazione; successivamente un po’ di tensione e qualche problema nel contatto hanno complicato alcune transizioni, facendo perdere punti preziosi. Mito ha però soltanto nove anni e davanti a sé ha ancora un interessante margine di crescita.
Il primo italiano a presentarsi ai giudici era stato Enrico Tortella con Maestoso XLV-14-12, che ha terminato con 62,63 penalità e il 65° posto.
Una prova sulla quale ha pesato anche un episodio sfortunato: Markus si è spaventato per il rumore di un ombrellone mosso dal vento, con inevitabili conseguenze sul punteggio. Per il resto il test ha mostrato i progressi ottenuti durante la stagione e il buon lavoro svolto nella preparazione al Mondiale.
Dopo la prima prova, dunque, la situazione italiana vede Cividini 25°, Rigamonti 33° e Tortella 65°.
Adesso cambia tutto: arriva la maratona
Archiviata la precisione del rettangolo, domani il Mondiale cambia completamente faccia.
Arriva la maratona, prova nella quale velocità e preparazione atletica diventano determinanti, ma non sono sufficienti da sole.
A emergere saranno i cavalli capaci di mantenere qualità, lucidità e prontezza di risposta durante l’intero percorso: caratteristiche che possono esistere soltanto quando alle spalle c’è un lavoro atletico e tecnico adeguato.
E sarà una maratona particolarmente interessante soprattutto nelle posizioni di vertice, dove dopo il dressage i valori sono molto ravvicinati.
Anche nella classifica a squadre la situazione comincia a delinearsi: la Svizzera guida dopo il dressage davanti a Francia e Paesi Bassi, ma la maratona può modificare profondamente gli equilibri costruiti nella prima prova.
Ed è proprio qui che potrebbero arrivare buone notizie anche per l’Italia.
Gli azzurri sono tradizionalmente competitivi nella maratona e spesso proprio nella seconda prova del Completo Attacchi riescono a recuperare terreno. Cividini parte dalla 25ª posizione, Rigamonti dalla 33ª e Tortella dalla 65ª: per tutti e tre gli ostacoli di Monaco-Riem rappresentano quindi un’importante possibilità di risalita.
Fare pronostici prima di una maratona, però, è esercizio pericoloso: meglio lasciare parlare cavalli, driver e cronometro.























